Percorsi

Parole vuote. Scaturite dal non-pensiero. A volte è così. Discorsi interi senza uno scopo, un significato, un esito. Parole al vento. Belle parole, a volte. Ma inutili.

Oppure parole piene. Riempite per giorni, settimane, mesi. Frasi sature di concetti, idee, deduzioni. Anche morale, giustizia, amore. Sì, amore. Superflue.

Talvolta poi, azioni. Singole, determinate, impavide. Per dare uno scossone al problema e risolverlo, per cambiare le cose. Ma effimere.

Oppure azioni quotidiane. Minuscole e ripetute. Un contributo che si auto-accresce, e che “speriamo anche gli altri lo facciano così cambiamo il mondo per davvero”. Fra una strada asfaltata e un parcheggio. Negli intermezzi alla macchinetta del caffé. Con il cellulare che squilla, continuamente. Ignorato ma presente. E la vita che va avanti con pochi stacchi drastici.

E infine le azioni coordinate e libere, che si inanellano senza vincolarsi. Un intersecarsi produttivo di speranza. Un isolamento interrotto. 10, 20, 30. Se arriviamo a 40 è un buon inizio. 50 è già un successo. E poi si vedrà. Ma il tempo stringe. Qualcun altro a questo punto scriverebbe: utopia. E sarebbe un finale scontato. Ma io non so quale sia, il finale. Forse non è ancora arrivato. Forse non sarà uno solo a scriverlo.

Published in: on novembre 8, 2013 at 2:59 pm  Lascia un commento  
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