Intagliatori di illusioni

Non ho mai creduto nelle parole. Quelle dette. Quelle scritte. Quelle lette. Eccetera, eccetera. Molta gente ci vive, sulle parole. Ci costruiscono enormi castelli, e poi ci vanno ad abitare con le loro piccole anime. Ci costruiscono abiti magnifici, per poi nasconderci dentro i propri corpi raggrinziti. Per loro le parole sono come scudi contro il mondo, o a volte specchi, che distorcono la propria e l’altrui immagine. Illusioni di altri mondi e di altri tempi. Per questo io con le parole ci vado cauto. Evito l’autoriflessione. Ricerco l’ambiguità poetica. Non parlo di castelli ma di roditori e conigli. E se voglio guardare il mondo guardo fuori, non dentro (uno schermo, o un foglio bianco). Le parole sono segni convenzionali, e come ogni segno distorcono, semplificano, e in ogni caso alterano tutto ciò che toccano. Per chi non l’avesse capito, questo non è un diario e non lo sarà mai. Non è autobiografico. Io non sono né il coniglio né il suo interlocutore, e nemmeno entrambi. O, forse… non ne sono cosciente? Le parole, io, comunque, non le capisco. A volte, quando sono incastrate per bene l’una con l’altra, mi emozionano, ma non so perché. Il mio cammino finora è stato dalla conoscenza all’ignoranza, e non il contrario. Nel percorso ho sviluppato una buona intuizione – questo mi sento di dirlo -, utile per vivere in un mondo sempre più grottescamente intelligente. Credo che l’intelligenza sia più pericolosa dell’ignoranza, perché stimola la superbia. Pericolosa per se stessi e per gli altri. Citazione involontaria da Lao Tzu, un bravo intagliatore di parole. E questo, alla fine, è diventato uno dei pochi frammenti in qualche modo autobiografici del blog. Contraddicendo quanto detto poche righe fa. L’ennesima illusione. Ma come si può scrivere di qualcosa che non si conosce? Io non so chi sono. Tantomeno chi sei tu. E lei, chi è? Non m’importa, alla fine non m’importa. Il coniglio sorride e fa un segno di assenso col muso. Le parole si sono di nuovo moltiplicate. E sono uscito ancora di strada. Quando questo blog sarà privo di parole saprete che avrò imparato a scrivere senza tastiera e penna e schermo e foglio. Un uomo migliore sarà nato. Probabilmente.

Published in: on agosto 13, 2014 at 8:15 am  Comments (2)  
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