Breve riflessione sulle realtà extrafisiche

La scienza moderna, fondata sul metodo sperimentale come criterio di verifica delle proprie ipotesi, presuppone un’attività di verifica che altri siano in grado di visionare.
Un’attività di verifica che altri siano in grado di visionare presuppone a sua volta l’utilizzo di organi sensoriali per osservarne il risultato.

Un tale metodo non possiede di conseguenza le caratteritiche adatte
a sondare ogni possibile realtà, ma unicamente realtà tangibili ai cinque sensi. Nel caso esistessero realtà, o interi universi ove questi cinque sensi non vedano, allora un tale metodo non potrebbe mai verificarne, men che meno provarne, l’esistenza.

Realtà ipotetiche quali la metempsicosi, la telepatia o l’esistenza di entità extrafisiche non possono essere indagate da un tale metodo.
Ritengo che un metodo di verifica di tali ipotesi debba per forza di cose basarsi su criteri esperenziali: tali realtà sarebbero allora, se mai esistessero, probabilmente esperibili ma altrettanto probabilmente non dimostrabili.
Essendo, ad esempio, l’esteriorizzazione descrivibile come un allontanamento dell’io cosciente dal corpo ed essendo i sensi propri del corpo, non sarebbe possibile, ipotizzando che questo io cosciente fosse privo di connotazioni fisiche, dimostrarne l’esistenza con strumenti fisici.
Cionondimeno costituirebbe realtà, perché sperimentabile dalla persona.

Da ciò deduco che lo scetticismo della fisica nei confronti della metafisica non sia tanto dovuto ad una sicura mancanza di prove di quest’ultima, quanto alla sostanziale differenza metodologica sulla quale si basano fisica e metafisica.

Published in: on dicembre 19, 2010 at 1:46 pm  Lascia un commento  
Tags: , , , ,