A Barcellona

A Barcellona. Da un po’ di giorni, anche. Ci sono tornato per vedere, fare e decidere – qualcosa o niente – del futuro. Lui è incerto. Io di più. E poi, fra l’altro, sono ospite di un pollo. Risparmio mica indifferente, e non potevo rifiutare. C’è spazio anche per un coniglio, noto, o due, ma il mio non voleva saperne di venire e io non volevo saperne di insistere… e quindi, perché ne scrivo? Come al solito, nessuna ragione. E quella – schiettamente, schiettamente, schiettamente – è anche l’unica risposta che posso dare a tutte queste stupide domande:

– Cos’è, la vita?

– Qual’è, lo scopo ?

– Mi dici la verità?

– Vale la pena inseguire i sogni?

– Ma poi i sogni, sono tuoi o degli altri?

– Margherita e risparmio o tagliolini al tartufo che sono più buoni?

– Ma poi i soldi, sono tuoi o degli altri?

– Sono io stupido a non capire o è (inserisci-qui-odio-e-rancore) a dire cose senza senso?

– Perché l’amore è così terribilmente banale?

– Rosso o viola?

– L’indagine snatura la bellezza?

– E se invece tagliassi la testa al toro e mangiassi un’insalata?

E poi dai, fatemi sfogare, fatemi dire sciocchezze, che il coniglio è lontano. E anche voi, scrollatevi di dosso le certezze, che sono armature soffocanti, ve lo assicuro. Però con cautela, con massima cautela, perché la nudità vi può privare del senso, se non siete pronti. Ma magari lo siete! E allora cospargetevi il viso di maionese, e sorridete! E’ solo nella follia del non-so-nulla che le catene più grandi si spezzano, lo sapevate? La chiamano follia, ma è il sogno originale… ironico. E l’armatura diventa un lontano ricordo. Un brutto inconveniente, però: lo scandalo. Ma quello è necessario. O forse un sorriso di scherno. Sopportabile. La maggioranza ne ha bisogno, per trovare il suo coraggio (negli occhi degli altri), e non si può evitare. E magari, forse, può darsi che un giorno – io credo lontano –, o una notte, tutta l’umanità nuda, di nuovo o per la prima volta, a vedere con gli occhi quello che la mente le aveva tenuto nascosto. E, citando Fantozzi, non escludo si scopra alla fine che era tutto quanto una cagata pazzesca: la vita, le domande, il futuro, i sogni, il pranzo di oggi. Io, comunque, ho scelto, e non si torna indietro: un’insalata.

 

 

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