Verdetti

“Benvenuto:”

“Questa è la tua fortezza. Calda, confortevole: questa è la tua casa.”

“Ora:”

“Con le azioni che compirai, puoi determinarne il destino. Perché anche il muro più spesso se trascurato crolla. E il calore può uscire dalle crepe alle finestre. E ciò che un tempo era gremito può trasformarsi in una tomba silenziosa.”

“Eppure – o forse perciò – i muri dividono e proteggono: puoi distruggerli o renderli più saldi, morire di vento o di aria stantia.”

“Un bastione nella tempesta, sicuro, vita al centro della morte.”

“Una prigione nella brezza, impenetrabile, morte al centro della vita.”

“E se provassi a guardare, per una volta, fuori (oppure dentro), vedresti…”

“…nient’altro che questo:”

“Tutto ciò che sei, sei stato, potrai mai essere. Le prospettive, le speranze, i fallimenti, l’elevazione, la caduta, il bianco oscuro e l’ombra luminosa, la trasformazione e l’immutato.”

Uscì dalla tuba a mezzo busto e sgranocchiò per qualche minuto una carota. Poi vi ribalzò dentro, senza troppi complimenti.

Un normale cappello. Un giorno come un altro.

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Published in: on novembre 22, 2013 at 3:54 pm  Lascia un commento  
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