Riflessioni personali da facebook (in continuo aggiornamento)

29/06/2013

Probabilmente non durerei un mese come assistente sociale… gli alcolizzati verrebbero nel mio ufficio con una bottiglia vuota e ne uscirebbero con due piene e un biglietto di auguri. Dopo un po’ mi recherei in una di quelle comunità dove ci sono tante verità in ogni tasca e farei saltare in aria l’intera baracca. Tutte le verità fluttuerebbero allora nell’aria, sopra le macerie del perbenismo, e alla luce del sole vedrebbero sciolta la patina di autorevolezza che le avvolge, per svelare l’essenza molto meno nobile di un radicato pregiudizio.

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27/06/2013

Il mondo ci dice: “correte!”. Non ci dice la direzione. Molti passano la vita a cercarla, e intanto corrono, sempre più veloci. Alcuni pensano che il fine sia il viaggio, ma poi si perdono nella retorica e annegano in un mare di parole. I pochi che non iniziano a correre subito, per un motivo o per un altro, sentono anche il resto della frase. Io non so quale sia, mi sono messo a correre subito, pensavo che il jogging facesse bene, e poi volevo raggiungere qualcosa. Tuttavia credo che la frase possa anche proseguire così: “no, dai, stavo scherzando… hei, dove cazzo correte tutti quanti?!” Che simpatico, il mondo. Da qui forse il detto “divertirsi un mondo”.

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27/06/2013

Catalogare l’arte è ucciderla. Studiare l’arte è studiare il riflesso del suo cadavere. La morte può essere veloce come carta che brucia e si spegne in cenere, oppure lenta e dolorosa e scandita da verifiche, capitoli, compiti a casa e note sul registro.

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01/07/2013

Mi piacerebbe che il suicidio fosse inserito esplicitamete nella carta dei diritti dell’uomo, e che le legislazioni nazionali lo recepissero. “Tutti gli uomini e le donne hanno il diritto a suicidarsi, quale che sia la ragione che li spinga a farlo. Nessuno ha il diritto di impedire il suicidio di un uomo o di una donna con la costrizione fisica o psicologica”. Perché una persona non è veramente libera senza avere a portata di mano una via di uscita, non può veramente giocare a nessun gioco se non gli viene concesso anche il diritto fondamentale di prendere la sua pedina e andarsene. Di dire: mi arrendo, mi ritiro. Vedete, c’è una profonda differenza fra questo e il mandare all’aria il tavolo: gli altri possono continuare a giocare.

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01/07/2013

Il “farlo per il suo bene” è l’arma più insidiosa del dispotismo. È stato alla base dell’esportazione della democrazia, del colonialismo, della subordinazione delle donne, della schiavitù, dei sistemi scolastici repressivi e della reclusione dei malati di mente. Consiste nel considerare verità il proprio pregiudizio e volerlo inculcare agli altri con la forza.

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07/11/2013

Gli uomini nascono come alberi capovolti, con le radici fluttuanti nelle libertà del cielo, e con le fronde protese a sondare il terreno. E noi a spuntare le foglie dai rami, e ad affondarli nel terriccio per farne solide radici.

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07/11/2013

Compassione per i filosofi, nelle loro torri d’avorio, assediati da elefanti incazzati.

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07/11/2013

Il conformismo è anticonformismo massificato. Un’eventualità storica non priva di una certa ironia.

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20/11/2013

Di certo: il pensiero è un’astrazione. Di certo: Il concetto è un’astrazione nitida. Per questo: non si può comprendere la realtà e pensare alla realtà al medesimo tempo. Ma l’intellettuale si sforza di comprenderla, di studiarla, e inevitabilmente finisce per giocare con le astrazioni e i concetti degli altri: li rielabora, li confuta, li fa rinbalzare in giro per le pagine di libri e giornali, li imbriglia in sontuose punteggiature: per poi dire: “quella è la realtà”, o “quella dovrebbe esserlo” o “altre cose simili”. E la realtà se ne sta lì, da qualche parte, inosservata e un po’ stupita, fuori dalla mente della gente, impegnata in un gioco di sguardi con gli ignoranti, i monaci e gli idioti.

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Published in: on giugno 30, 2013 at 8:37 am  Lascia un commento  
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